Un po’ tra il polemico e l’ironico, oggi ho voluto analizzare alcune tipologie di persone che spesso non riescono a trovare lavoro all’estero. Molti danno colpa alla crisi, al Governo, agli immigrati (dimenticando di esserlo loro stessi), ma non hanno mai pensato che la colpa possa essere proprio la loro.

A volte è normale dover fare molti tentativi prima di trovare un lavoro ma con costanza e ottimismo ci si riesce sempre. Se vuoi sapere come, leggi questa guida su come trovare lavoro in Germania.

Chi sono invece quelli che non ci riescono?

1. Il pigro

Il pigro è una persona che in realtà non vuole lavorare e spesso vive di sussidi statali.

È quello che chiede “Mi trovi un lavoro?” ma mai e poi mai si metterebbe a cercarselo da solo. Il suo pensiero segue un po’ l’idea che “se il lavoro mi vuole, è lui che deve venire a cercarmi”.

Al pigro non importa se gli dai il numero di telefono di un’azienda tuffatasi in una disperata ricerca di personale e che assume qualsiasi persona chieda il posto: il pigro non chiamerà mai e poi mai ma chiederà a te di farlo per lui.

La cosa assurda è che si lamenterà sempre del fatto che non riesce a trovare lavoro.

2. Il raccomandato

Con le radici un po’ troppo affondate nel terreno della mentalità italica, il raccomandato è un cugino stretto del pigro.

Esordisce con la domanda “Hai conoscenze…?” oppure “Puoi mettere una buona parola per me?” e non ha mai mandato un curriculum a qualcuno di propria iniziativa.

Beh, caro raccomandato, ho una brutta notizia per te: in molti Paesi, soprattutto in quelli che funzionano, la raccomandazione non è quasi mai il motivo del successo lavorativo bensì – per fortuna – la meritocrazia.

3. L’impegnato

lavoro in germania

L’impegnato è in loop in una situazione quanto mai paradossale: è facile trovarlo al bar o in un circolo di italiani a bere aperitivi e giocare a carte ma la sua risposta a qualunque domanda che la vita gli pone è “non ho tempo”.

È facile anche trovarlo su Facebook, ore e ore al giorno, che ti manda richieste per Candy Crush ogni dieci minuti.

Un bel giorno si sveglia ed essendosi accorto di non avere abbastanza soldi per le sigarette decide di trovare un lavoro.

“Cerco un lavoro”. Bene, eccoti alcuni annunci che possono fare al caso tuo. “Non ho tempo per mandare il curriculum, puoi farlo tu per me?”. La lingua la sai? “No, non ho tempo per studiarla”.

Poi magari si arrabbia se tu, che lavori anche 14 ore al giorno, rispondi che ti dispiace ma no, non hai tempo per aiutarlo.

4. Il troppo sicuro di sé

Arrogante, saccente, con la puzza sotto il naso, questa categoria vuole un lavoro subito, ben retribuito, con vitto e alloggio pagato e auto ad uso aziendale.

Titoli di studio? Niente. Esperienze lavorative? Una volta ho lavato la macchina di mia sorella.

E alla domanda “Sai il tedesco?” risponde con un secco “no”. Se gli altri vogliono comunicare con lui, che imparino loro l’italiano!

5. Il creativo

Questo è in assoluto il mio preferito. Il creativo non parla la lingua locale ma in realtà è una persona che può essere anche molto versatile e probabilmente vuole davvero lavorare ma non si rende conto della realtà lavorativa.

Forse ha fatto il fruttivendolo per dieci anni e adesso, colpito dalla crisi come molte altre persone, è andato in cerca di fortuna all’estero.

Comincia quindi a contattare persone e a chiedere una mano per trovare lavoro.

– Cosa sai fare?
– Sono un fruttivendolo ma mi va bene fare tutto. Cerco un lavoro come piastrellista, lavapiatti, pizzaiolo, giardiniere, tappezziere, elettrauto o, che ne so, infermiere. Oppure perché no? Anche un posto in banca o in un ufficio comunale andrebbe bene.

Scusa?!

6. L’insicuro

Indipendentemente dal suo livello linguistico e dagli eventuali titoli di studio, l’insicuro si sente inadeguato per qualsiasi mansione, dal lavapiatti al dirigente di azienda.

A suo avviso nessuno lo prenderà mai a lavorare perché ci sarà sempre qualcuno migliore di lui che avrà quel posto al quale lui vorrebbe candidarsi.

È vero, ci sarà sempre qualcuno migliore di tutti noi, ma questo non vuol dire venire automaticamente esclusi dal mondo del lavoro.

Bisogna provare, buttarsi, non scoraggiarsi di fronte agli insuccessi e cercare di vedere sempre le cose con un’ottica positiva: un contratto di lavoro uscirà sicuramente!

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Quali sono le tue considerazioni in merito? Ti rispecchi in uno di questi personaggi? Condividi la tua esperienza con un commento qua sotto e se l’articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi contatti!