Fiorella è una studentessa e una viaggiatrice. In questa intervista ha voluto raccontarci la sua visione della realtà tedesca, le sue difficoltà e i suoi progetti.

Tutti i suoi viaggi, le sue esperienze, le curiosità dei luoghi in cui ha vissuto sono raccolte nel suo blog Cronache di viaggi.

Ho voluto intervistarla per conoscere la sua esperienza in Germania. Le lascio subito la parola!

La mia esperienza a Gottinga, in Germania

Ciao a tutti! Mi chiamo Fiorella, ho 25 anni e vivo a Gottinga, in Germania. Sto completando la mia specialistica in Germanistica Interculturale Germania-Cina, un percorso che mi ha portato a vivere in due paesi, oltre che in due continenti diversi negli ultimi due anni.

Il mio amore per la Germania inizia ai tempi del liceo: di questo forse devo essere grata più di tutto alla mia insegnante dell’epoca, che mi ha trasmesso una passione nello studiare la lingua tedesca in primis.

È stato con il proposito di voler migliorare le mie conoscenze linguistiche, ma anche e soprattutto per cercare di mettermi alla prova in un contesto a me nuovo, che nel 2011 mi sono trasferita un semestre a Berlino con il progetto Erasmus.

Non potevo certo immaginare che questa esperienza così circoscritta mi avrebbe in realtà aperto un mondo di nuovi sogni e possibilità!

Poi ho iniziato ad amare la musica (il rap e hip-pop tedesco), la cucina (che torte ragazzi!), i luoghi (città, ma soprattutto paesaggi naturali incantevoli) che popolavano la Germania che stavo vivendo.

Ricordo che già da allora, quando ho fatto la valigia per tornare in Italia a fine Erasmus, avevo ben chiaro di voler fare ritorno in un modo o nell’altro.

Mi sono laureata alla triennale in Italia, ho cercato lavoro e mi sono scontrata con truffe, proposte di impiego in nero per non dire sfruttamento: da lì ho capito che il passo successivo doveva essere quello di riprendere la valigia e ripartire per quella terra che tanto mi aveva dato.

La specialistica che ho intrapreso non ha contorni così rosei come l’Erasmus: ma con l’aumento delle responsabilità è arrivata anche maggiore consapevolezza su cosa voglio per il mio futuro.

Tutte le volte che sono partita ho sempre avuto chiaro il mio punto di arrivo, come avrei voluto vedermi alla fine di quel percorso: conoscere meglio la lingua, stringere nuove amicizie, acquisire qualifiche che sostenessero la mia carriera professionale nel mercato del lavoro un giorno. Inutile dire che già l’Erasmus mi ha dato molto di più, anche se non senza impegno da parte mia.

La lingua non è l’ostacolo più insormontabile come molti pensano: certo, sta alla base della comunicazione nella vita quotidiana e non si finisce mai di impararla, è un lungo cammino dove ci si può sempre e solo migliorare.

Sono state però altre le difficoltà che ho affrontato e che più mi hanno fatto crescere. Alla base di tutto direi che ci sia la cultura: capire che all’estero siamo in un paese dove non valgono le stesse regole e abitudini che fondano la nostra vita in Italia è fondamentale e sicuramente aiuta ad integrarsi nel nuovo ambiente.

Una delle difficoltà maggiori che ho incontrato è stato prima di tutto riconoscere, e poi soddisfare certe aspettative culturali che sono la norma in Germania. Come ad esempio il fatto che serve tempo per stringere amicizie con i tedeschi e che abbiamo modi di fare molto diversi gli uni dagli altri.

Qui molto di rado si esce in gruppi grossi coinvolgendo ogni amico possibile (cosa che trovo abbastanza tipica del fare italiano): le persone tendono ad essere più individualiste, scelgono per sé e soprattutto sono più dirette nell’esprimere ciò che pensano.

Tuttavia questo mi ha insegnato l’importanza non solo del crearmi un opinione sulle cose, ma anche di esprimerla nelle dovute misure, è un modo per essere coerenti con se stessi. Mentre invece nella cultura italiana a volte la cortesia va a scapito della sincerità.

Ti racconto di un’esperienza tipo della vita (almeno quella studentesca) in Germania. Una sera sono andata ad una festa di compleanno a casa di un amico tedesco insieme ad una ragazza spagnola mia amica.

esperienza germania

Presto ci siamo accorte di essere le uniche ospiti internazionali, un po’ come se i tedeschi festeggiassero tra di loro e gli studenti internazionali avessero per quello i loro party Erasmus.

È stato bello sentirsi in una situazione privilegiata, pensando a quanti si lamentano del fatto di non riuscire a creare contatti con i madrelingua in Germania. Tuttavia abbiamo anche presto constatato che il vero apice della festa, l’apertura delle danze, tardava alquanto ad arrivare.

Indovina un po’? La gente non era ancora abbastanza “allegra”, perché pare proprio che quello che spinge un tedesco a scendere in pista sia in genere una consistente dose di alcol! Quindi ci siamo rassegnate a dare tempo al tempo e alla fine non siamo rimaste deluse.

C’è una differenza sostanziale di mentalità tra Italia e Germania: il nostro è un paese conservatore, guardingo verso il cambiamento e che ci tiene attaccati agli affetti e alle tradizioni.

Non che ci sia del male in tutto ciò, ma purtroppo non si capisce quanto tutti questi valori siano relativi, fino a che non si fa il passo dello staccarsene per guardarli da fuori.

Il mondo è grande e vario, la nostra è solo una prospettiva delle tante, che può e (credo) farebbe meglio a cambiare e ad aprirsi.

La Germania è un paese molto più interculturale: Gottinga è una città studentesca (pensate che una persona su cinque è uno studente) dove abitano un sacco di studenti stranieri e molti altri vanno e vengono.

Questa è una delle cose che più apprezzo del vivere qui, si conosce gente da ogni parte del mondo e si crea una bellissima atmosfera di condivisione.

Sento di trovarmi in una realtà diversa, più motivata e speranzosa di poter agire per il proprio futuro: molto delle persone che passano di qui stanno facendo o hanno fatto esperienze internazionali e sanno cosa significa prendere e partire.

Trovo che in Italia molta gente si lamenti, ma finisca con l’accontentarsi della propria situazione, mancando di tentare qualcosa che la rivoluzioni, come potrebbe essere il passo oltre confine.

Vorrei incoraggiare tutti costoro a non rassegnarsi, il mondo è pieno di opportunità, ma dobbiamo anche saperle cercare oltre la nostra zona di comfort!

Concludo dicendo che al termine degli studi ho intenzione di rimanere il più a lungo possibile in un ambiente interculturale e stimolante come per ora è per me quello tedesco.

Non restringerei il mio campo di ricerca di un’occupazione alla sola Germania, ma le possibilità di tornare in Italia si fanno sempre meno allettanti. In ogni caso non demordo, ma non lascio nemmeno la mia scelta al caso.

Un grosso in bocca al lupo a tutti coloro che stanno per partire o vorranno cimentarsi in un’esperienza all’estero!