Simone è un ragazzo dolcissimo. Stringe tra le mani la sua tazza di caffè mentre mi parla della sua esperienza in Germania. I suoi occhi sono persi mentre mi racconta la sua storia, quasi come se volesse afferrare i ricordi che piano piano riaffiorano nella sua mente.

Come molti altri, un anno fa ha tentato la fortuna trasferendosi per un paio di mesi in Germania ma non è riuscito a trovare lavoro. Non ha però perso le speranze ed è deciso a riprovare.

L’ho intervistato e questa è stata la sua esperienza.

Ciao Simone. Racconta brevemente chi sei

Mi chiamo Simone e ho 36 anni. Vista la mia età sono tra i tanti finiti in mezzo alla crisi, visto che dopo aver raggiunto i 30 vivendo di lavoretti vari e saltuari mi sono ritrovato fuori dal mercato del lavoro, scordandomi persino cosa voglia dire sostenere un colloquio

Qual è la tua occupazione

Attualmente sono un blogger, scrivo su uomonelpallone.it ma non è che lo si possa definire un vero lavoro.

Coltivo altri progetti artistici (Radio, YouTube) ma sono in cerca di un’occupazione migliore e soprattutto retribuita.

Quando hai deciso di andare in Germania e perché?

Esattamente un anno fa sono stato un mese a trovare una mia carissima amica che vive lì, ed è in quel momento che ho realizzato di come mi trovassi meglio rispetto all’Italia.

Attualmente sto lavorando su me stesso per tornarci a vivere.

Cosa ti aspettavi di trovare?

Senz’altro un Paese più equilibrato e onesto del nostro e maggiori opportunità lavorative

Le tue previsioni sono state soddisfatte?

berlino

In parte.

Ho realizzato che la Germania è il Paese che immaginavo e nel quale vorrei vivere ma anche che non è certamente un Eldorado: sono sicuramente d’aiuto alcune competenze personali, come la conoscenza della lingua o una specializzazione lavorativa, e di un deciso cambio di mentalità, visto che la vita è vissuta in generale in modo molto diverso dal nostro.

Quali difficoltà hai incontrato?

Indubbiamente la conoscenza della lingua è un grande ostacolo, ma non è poi così difficile come ci si immagina.

Un’altra difficoltà è stata legata al fatto che la mia amica viveva in montagna, non lontano dai centri abitati ma non avevo una macchina per spostarmi.

Secondo te, cosa non ha funzionato?

Probabilmente ho creduto che fosse più semplice di come effettivamente è. Serve una buona base di partenza e – soprattutto – di entrare nella mentalità tedesca.

Naturalmente questo può non valere per Berlino, che è multietnica ma che onestamente non mi attrae proprio per questo.

Conoscevi già il tedesco? E altre lingue? Ti sono servite?

Conosco l’inglese, il tedesco no.

E per quanto l’inglese serva e sia mediamente più conosciuto dai tedeschi che dagli italiani, ho realizzato ben presto che – come tutti – in Germania amano parlare la propria lingua e che chi arriva per viverci si sforzi di farlo.

Cosa ti è piaciuto della Germania?

La mentalità dei tedeschi per prima cosa: hanno un forte senso della morale e sono estremamente cordiali, o almeno lo sono stati quelli con cui ho interagito io. Meno teatrali di noi, senz’altro più spartani, ma questo per me è un bene.

Mi è piaciuta soprattutto la sensazione di tornare a certi antichi valori che dopo tanti anni in Italia finisci per dimenticare.

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Cosa non ti è piaciuto della Germania?

Per un italiano forse la difficoltà maggiore può arrivare da una certa mancanza di calorosità: i tedeschi sono cordiali ma abbastanza formali, dimostrano il loro affetto in modi diversi da noi ed è difficile capirlo all’inizio.

La vita non costa più che da noi, ma certe cose – come i mezzi – si. Il clima è indubbiamente abbastanza tosto da affrontare rispetto al nostro.

Che differenza c’è tra l’Italia e la Germania secondo il tuo punto di vista?

Il punto fondamentale è che secondo me i tedeschi imparano dal passato, mentre gli italiani no, e sono anche meno individualisti.

Per quanto ognuno si faccia i fatti suoi sui mezzi pubblici, per esempio, chiedi un’informazione e vedrai gente prodigarsi per aiutarti.

La differenza è economica, ovviamente, ma soprattutto nella mentalità: certi personaggi e certe situazioni in Germania ti danno l’impressione di poter esistere una volta e mai più, in Italia direi di no.

Che progetti hai per il futuro?

Senz’altro di tornare in Germania. Tornare in un Paese che – al di là della questione economica – è più vicino alla mia mentalità e al mio modo di vivere, un Paese dove le regole vengono rispettate e che ha cura dei propri cittadini, tedeschi e non, basta che dimostrino di meritarlo.

Spero vivamente di riuscirci a breve, anche perché fortunatamente non sarei solo ma avrei la mia carissima amica e la sua famiglia vicine.

Un grazie a Simone che ha deciso di raccontarsi a La mia vita in valigia e un in bocca al lupo per il futuro!

Tu che esperienza hai in merito? Raccontamela in un commento qua sotto!

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