Dal 1° gennaio 2015 la Germania ha introdotto il salario minimo, che oggi significa che a ogni lavoratore deve essere garantita una retribuzione di almeno 8,84 euro lordi all’ora.

Purtroppo i controlli non sono ancora così severi come dovrebbero essere e molti datori di lavoro riescono già ad aggirare questa nuova legge con metodi subdoli. Ma la legge di fatto esiste e come tale, anche la violazione comporta delle pene.

Questi datori di lavoro, che non guardano in faccia a nessuno per rimpinguare le proprie tasche, si possono trovare ovunque,2 anche tra i tedeschi, e tali situazioni sono già state denunciate da giornali autorevoli, come ad esempio “Die Zeit” o “Die Welt”.

I metodi utilizzati per aggirare il salario minimo sono molteplici. In questo articolo te ne mostro alcuni in modo da metterti in guardia agli eventuali rischi che puoi correre.

1. Stesso stipendio, meno ore.

salario minimo

Il metodo più frequente è quello di non segnare le ore che vengono effettivamente svolte in modo che il guadagno totale diviso per le ore segnate sia uguale o superiore a 8,84 €.

Ciò significa che se lavori 8 ore e la paga deve essere almeno di 8,84 €, il tuo guadagno giornaliero dovrà essere di più di 70 €. Ma se ne guadagni solo 50, come fa il datore di lavoro a dimostrare che viene rispettato il salario minimo? Semplice! Segnando che hai lavorato 5 ore e mezzo invece di 8: ed ecco che magicamente il tuo salario risulterà essere di 10 € orarie.

2. Pagamento del salatio minimo in natura

Eccoci che hai pensato subito male! Lo so, è inutile che neghi adesso! 🙂

In realtà questo datio in solutum è molto frequente. Ma in cosa consiste?

In pratica il datore di lavoro ti offre beni e servizi in cambio delle tue prestazioni lavorative. Un esempio? Qualche tempo fa è scoppiato il caso del gestore del cinema che continuava a pagare i propri dipendenti poco più di 7 € l’ora dando però loro la possibilità di ottenere accessi gratuiti in sala oltre a bibite e pop corn.

Altri casi riguardano i ristoratori, che offrono il pranzo o la cena ai propri dipendenti, mantenendo il salario orario al di sotto di quello minimo, quelli che conteggiano anche le mance nella paga oppure i gestori di saune e solarium, che offrono i propri servizi gratuitamente ai dipendenti in cambio di una paga più bassa.

3. Corrieri minorenni

Per i minorenni, come spiegato anche nell’articolo sul contratto di lavoro, non c’è l’obbligo del salario minimo.

Capita quindi spesso che le aziende di distribuzione dei giornali chiedano ai dipendenti se in casa vi siano minorenni ai quali poter intestare il contratto.

Poco importante, quindi, per questi datori di lavoro chi lavora per loro: l’importante è pagare questi dipendenti meno di 8,50 € l’ora.

4. Tassisti e camionisti

salario minimo

Le compagnie di taxi sono state tra le prime a lamentarsi del salario minimo a causa degli inevitabili tempi morti dei tassisti che così si troverebbero ad ottenere la propria paga non solo mentre effettuano un servizio ma anche nei momenti in cui se ne stanno fermi in attesa di nuove chiamate da parte dei clienti.

Per questo motivo molte compagnie sono state costrette a licenziare molti dei propri tassisti, per poter garantire così il salario minimo agli altri, mentre altre hanno creato dei contratti ad hoc per remunerare solo il lavoro effettivo svolto.

Il salario minimo di 8,50 € è un diritto anche per chi lavora anche solo temporaneamente in Germania. Lo sanno bene i camionisti, specie quelli provenienti dalla Polonia, dove il salario minimo è di 2,10 € orarie.

Durante il loro transito dalla Germania, il loro salario minimo deve raggiungere gli 8,50 € orari e questo causerà delle grosse perdite ai loro datori di lavoro che potrebbero decidere di allungare il giro di questi poveretti, obbligandoli a passare per l’Austria.

5. Contratto part-time

Stipulare un contratto part-time e lavorare full-time: ormai questa pratica – illegale! – si è diffusa a macchia di olio. Spesso risulta così anche lo stipendio minimo di 8,50 € orarie ma solo per quello che viene dichiarato. Tutto il resto viene dato in contanti (quando viene dato) e gli straordinari vengono spesso barattati con giornate libere.

Il caso più subdolo si ha quando il contratto è in regola, la paga anche, ma al lavoratore si chiede un rimborso in contanti al datore di lavoro. Inutile dire che non ti consiglio assolutamente di accettare simili condizioni!

Denunciare gli abusi

Il salario minimo quindi, rischia di divenire per certi versi un problema sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, rischiando di far scomparire molti lavori.

D’altro canto, la presenza di questa legge aiuta a prevenire le situazioni di sfruttamento sul lavoro quindi anche eliminarla non sarebbe particolarmente saggio.

I vertici tedeschi hanno perciò ripreso una discussione per cercare da un lato di migliorare il quadro complessivo generatosi dopo l’instaurazione della legge, dall’altro per rendere più efficaci e intensi i controlli. Sembra però che prima del 2019 non ci sarà alcuna svolta.

In ogni caso, la legge è al momento presente e attiva e ogni abuso può essere perseguitato. A questo proposito, il sindacato Deutscher Gewerkschaftsbund (Dgb) ha messo a disposizione la“Mindestlohn-Hotline”, ossia un centralino per denunciare gli abusi di questa legge o per chiedere informazioni riguardo al salario minimo.

Se vuoi denunciare quindi una situazione in cui il salario minimo non viene rispettato, puoi chiamare il numero 030/60 28 00 28, che farà partire un controllo al Finanzkontrolle Schwarzarbeit (FKS) dello Zoll.

E se sei un datore di lavoro che tenta di fare il furbetto, ti consiglio di fare attenzione: le violazioni alla legge sul salario minimo possono portare a multe fino a 500.000 euro.

Uomo avvisato…

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