Mittelmeersyndrom è il termine che descrive il razzismo della sanità tedesca. La sanità tedesca non gode di molta stima, né da parte dei tedeschi, né tantomeno dai popoli stranieri che abitano qui. Alcuni la considerano un motivo più che valido per non trasferirsi in Germania. Probabilmente è la prima volta che senti questo termine e non hai ancora avuto a che fare con la sanità tedesca.
Quindi ora ti faccio un esempio, per farti capire meglio di cosa sto parlando.
Di cosa parliamo in questo articolo?
Mittelmeersyndrom: il luogo comune razzista della sanità tedesca
Due persone vanno dal medico in Germania. Entrambe si lamentano per un dolore.
Una viene presa sul serio, l’altra no.
La persona che non viene presa sul serio, ha una o tutte queste caratteristiche:
- Il colore della sua pelle non è bianco
- Non parla perfettamente il tedesco
- È una donna immigrata
- Non è tedesca
Dopo che questa persona ha lasciato l’ambulatorio o l’ospedale, è molto probabile che il medico o gli infermieri, utilizzino i seguenti termini per descrivere la situazione:
- Mamma-mia Syndrom
- Morbus Bosporus
- Morbus Balkan
Questi termini non rappresentano nessuna vera malattia, ma rientrano nella categoria ‘Mittermeersyndrom’.
Il termine che descrive il razzismo della sanità tedesca.
‘Mittelmeersyndrom’ viene utilizzato nel linguaggio medico, per indicare una descrizione esagerata del dolore da parte di pazienti che provengono dalla regione mediterranea.
È un luogo comune presente nel personale della sanità tedesca, secondo il quale le persone che provengono dall’Italia, dai Balcani o dal Nord Africa, tenderebbero ad accentuare ed esagerare i propri dolori fisici.
Una credenza pericolosa
Questa convinzione, scorretta e razzista, porta i medici o gli infermieri a non prendere sul serio la richiesta di aiuto del paziente.
Dando diagnosi errate, oppure rifiutandosi di prescrivere degli antibiotici. Perché non ci sarebbero le condizioni necessarie.
Comportamento che potrebbe avere risvolti molto pericolosi per il paziente.
Secondo la Dottoressa Amma Yeboah, intervistata dallo Spiegel, la sanità tedesca è razzista e maschilista.
“La medicina (tedesca, N.d.A) si basa generalmente su un prototipo di essere umano. È maschio, bianco, dell’Europa centrale, giovane e senza disabilità.”
Ci sono studi che mostrano come in Germania le persone con un background migratorio soffrono più frequentemente e in maniera più grave di disturbi mentali e vengono curate molto più tardi.
Oggi, abbiamo la possibilità di dare voce a Sara, che ha deciso di raccontarci la sua esperienza personale con la sanità tedesca, dopo aver letto il nostro post su Instagram.
L’esperienza personale di Sara
Vivo in Germania da oltre 7 anni e, purtroppo, ho avuto diverse esperienze negative con la sanità pubblica.
Mi sono rispecchiata subito nel vostro post sul razzismo nella sanità tedesca: ho sempre avuto la sensazione di essere trattata come una paziente di serie B.
Ora vi racconterò alcuni episodi che mi fanno veramente arrabbiare.
Premetto che parlo molto bene tedesco (lavoro come interprete).
Una volta sono arrivata in ritardo di circa un quarto d’ora all’appuntamento con il medico di base. Il medico in questione si è rifiutato di visitarmi, dicendo “metto a disposizione un appuntamento alle 8 e pretendo che il paziente arrivi puntuale”.
Purtroppo, io avevo annotato male l’orario e pensavo che l’appuntamento fosse alle 8:30, per questo sono arrivata alle 8:15 (pensando addirittura di essere in anticipo).
Ma non mi hanno dato modo di spiegare il malinteso. Mi ricordo molto bene quel giorno: il fatto che mi sia stata negata una visita medica mi ha ferito molto.
Nel 2021 ho fatto un check up completo. Purtroppo, dalle analisi del sangue è emerso che alcuni valori erano completamente sballati. Ovviamente, si tratta di una cosa privata e non scenderò nei dettagli. Ma voglio raccontarvi che oggi, nel 2025, quei valori continuano ad essere anomali e ancora non sono in possesso di una diagnosi.
Negli ultimi anni ho fatto numerosi accertamenti presso vari ambulatori tedeschi e avuto quasi sempre esperienze negative.
Medici e personale molto sbrigativi, spesso totalmente mancanti di empatia, che mi hanno letteralmente rimbalzata da un ambulatorio all’altro, scaricandosi la responsabilità a vicenda e senza darmi una risposta concreta.
Ci tengo a sottolineare che il mio problema non è grave, io mi sento bene e svolgo una vita normale.
Le mie analisi del sangue, però, dicono chiaramente che qualcosa non va come dovrebbe.
E nessuno sembra in grado di dirmi cosa è. In questi quattro anni ho anche ricevuto una diagnosi che poi si è rivelata sbagliata!
Un’altra cosa di cui vorrei parlare è la mentalità medievale all’interno degli ambulatori tedeschi.
A causa di una legge sulla privacy, non è possibile ricevere i risultati delle proprie analisi del sangue tramite e-mail.
Per ritirarli, devi recarti di nuovo di persona in ambulatorio.
Sempre a causa di questa legge, gli ambulatori che devono comunicare fra loro si mandano i referti dei pazienti via fax e non tramite mail.
Mi è capitato molto spesso che il medico specialista dovesse ricevere le mie analisi dal medico di base per fax e che queste, puntualmente, non arrivassero.
Mentre nella “prima potenza europea” si usa ancora il fax (che tra l’altro non funziona), in Italia si possono comodamente scaricare i propri referti medici su un’applicazione.
L’ultima volta che sono andata dal dottore, in seguito a dei valori di nuovo anomali, mi hanno fatto aspettare molto.
Mentre aspettavo, nella stanza accanto, il mio medico stava parlando con una paziente anziana tedesca e io potevo sentire molto bene cosa stessero dicendo (a quanto pare, la privacy è importante solo nelle e-mail).
Il dottore ha parlato molto a lungo con la signora, facendole domande, prescrivendole molti esami e dandole tutta l’attenzione di cui aveva bisogno (come deve essere).
Quando è finalmente arrivato da me, mi ha liquidata in più o meno dieci minuti, mandandomi di nuovo a casa senza una risposta concreta. Ho pensato subito di aver subito una discriminazione, probabilmente perché non tedesca e perché più giovane della signora. Per questo, appena ho letto il vostro post, mi ci sono rispecchiata moltissimo!
Come dicevo, le mie analisi del sangue continuano a non andare bene e non so ancora il perché.
Finora non ho fatto visite mediche in Italia: non ho più la tessera sanitaria italiana, non torno in Italia molto spesso e, inoltre, tutti i referti medici che ho collezionato negli ultimi anni sono in lingua tedesca.
Ma ora sto seriamente pensando di usare le mie vacanze per fare visite mediche private in Italia.
O, forse, prima di rivolgermi ai dottori italiani, proverò con dottori privati qui in Germania.
Una cosa è sicura: sono molto delusa dalla sanità pubblica tedesca.
La Germania è un paese che può darci tanto, ma toglierci altrettanto.
Conclusioni
Purtroppo, di casi come quelli di Sara ce ne sono tanti e ne ho trovati parecchi, mentre facevo ricerca per questo articolo.
Se per caso anche tu hai avuto un’esperienza del genere, contattaci sulla nostra emai: lamiavitainvaligia.info@gmail.com oppure scrivicelo nei commenti.
Ringrazio ancora Sara per la sua disponibilità e per aver scelto di condividere la sua storia con noi.
Ci vediamo al prossimo articolo!