Chi siamo

Ciao e benvenuto/a nel nostro blog dedicato alla vita degli italiani in Germania!

Se stai pensando di vivere in questo affascinante paese europeo, sei nel posto giusto.

La nostra missione è quella di fornirti tutte le informazioni e i consigli di cui hai bisogno per rendere il tuo trasferimento e la tua permanenza in Germania il più agevole e gratificante possibile.

Siamo entusiasti di condividere con te le nostre conoscenze e le nostre esperienze sul trasferirsi in Germania. Segui il nostro blog per rimanere aggiornato sulle ultime notizie, consigli e storie di successo di coloro che hanno già intrapreso questo emozionante viaggio.

Qui in basso puoi scoprire chi sono le persone dietro a questo progetto. 

Benvenuto nella tua nuova avventura in Germania!

Immagine di Gëzim Qadraku

Gëzim Qadraku

Sono nato a Prishtina, in Kosovo. Nel 1992.

All’età di due anni e mezzo mi sono trasferito in Italia, insieme ai miei genitori.
Ho vissuto in Italia per circa vent’anni, in un paesino della provincia di Milano.

Nel 2015 mi sono trasferito in Germania, insieme alla mia famiglia.
In quel momento stavo frequentando l’università Statale di Milano. Ero iscritto al corso di Scienze Politiche Internazionali e mi mancava ancora un anno alla conclusione della laurea triennale.

Ho trascorso il primo anno e mezzo in Germania a preparare gli esami del terzo anno di triennale.
Ogni 2-3 mesi, tornavo in Italia a dare gli esami.
Dopo qualche esame sbagliato e una quantità enorme di stress, sono finalmente riuscito a laurearmi.

Una triennale in scienze politiche in italiano, non era abbastanza per trovare un lavoro appropriato in Germania.
Quindi dovevo fare assolutamente un Master qui, per sperare di trovare un lavoro che si avvicinasse a quello che avevo studiato.

Prima di poter trovare un Master, dovevo però raggiungere un livello B2 in inglese - che era il minimo richiesto dalle università tedesche - poi applicare e sperare di essere ammesso. In tutto ciò dovevo anche trovare un lavoro, migliorare il mio tedesco - altrimenti non avrei potuto lavorare - e cercare di non impazzire. Insomma, tutto facile e fattibile!

Subito dopo la laurea, ho trovato lavoro in una fabbrica. Si lavorava coi turni: una settimana dalle 6 alle 14, una dalle 14 alle 22. Mi occupavo dell’imballaggio di quadri elettrici, che potevano arrivare fino a due metri di grandezza e pesare 80 chili.

Il lavoro era faticoso, la paga minima, ma avevo bisogno di soldi e di tempo per studiare tedesco, ottenere il B2 in inglese e cercare un Master. Nella metà giornata libera studiavo sia il tedesco che l’inglese. E cercavo di non impazzire.

Ho iniziato a lavorare in quella fabbrica ad aprile e a novembre ho fatto l’esame dell’IELTS. Un mese dopo ho ricevuto il risultato.
6,5.
Ovvero: B2.
CE L’AVEVO FATTA!

Ora potevo concentrarmi sulla scelta dell’Università.
Trovai un master chiamato “International Economics and Public Policy”, all’Università di Trier. Una cittadina al confine con il Lussemburgo. Inviai tutta la documentazione necessaria a inizio anno del 2018. Non ce la facevo più a lavorare in fabbrica. Avevo studiato proprio per evitare di finire a fare un lavoro del genere.

Dopo aver inviato la candidatura, iniziò un’attesa interminabile. Avevo puntato tutto su quell’università, senza alternative.
Col passare delle settimane, il dubbio cresceva: e se non fosse stata una buona idea? Forse avrei dovuto applicare altrove.

A giugno, per staccare, andai in Italia per un weekend al mare con alcuni amici. Proprio quella mattina, mia madre mi scrisse che era arrivata una busta dall’università di Trier. Mio fratello, che parla inglese, mi confermò la notizia: ero stato ammesso. Non ricordo bene cosa feci subito dopo, ma so che durante quella giornata di brindisi ce ne sono stati parecchi.

A settembre del 2018 diedi le dimissioni. Un mese dopo mi trasferii a Trier e iniziai il Master. Pensavo di avere una buona conoscenza dell’inglese, ma alla prima lezione non capii quasi nulla. E quella sensazione di smarrimento mi accompagnò per tutto il primo trimestre.

A causa della pandemia, le cose andarono un po’ a rilento, ma a fine 2020 avevo concluso tutti gli esami. Prima di mettermi a scrivere la tesi, volevo fare uno stage. Dopo 3 mesi trascorsi a inviare curriculum e non ricevere neanche una risposta, finalmente venni contattato da un’azienda in Lussemburgo, che aveva bisogno di personale che parlava tedesco. E così feci il mio primo stage di sei mesi in Lussemburgo, nella posizione di Intern Accountant, ovvero contabile. Mi occupavo della contabilità e dell’amministrazione per fondi di investimento che investivano nel settore immobiliare.

Dopo quell’esperienza, scrissi la tesi e conclusi il mio percorso accademico in Germania. A marzo del 2022 ho trovato di nuovo un’altra opportunità di lavoro in Lussemburgo. Ho deciso di iniziare ancora dalla posizione di stagista, perché la prima esperienza non era stata formativa quanto avevo sperato.

Dal marzo 2022 fino a dicembre 2024 ho lavorato come contabile in questa azienda in Lussemburgo, continuando a vivere a Trier. Ogni giorno facevo un’ora di viaggio per andare in ufficio e un’altra per tornare. Nel frattempo, portavo avanti la mia vera passione: la scrittura.

Ho un mio sito personale, nel quale scrivo racconti.
E anche una newsletter, sia in italiano che in inglese, nella quale parlo di sport e geopolitica.
Ho collaborato con riviste come Kosovo 2.0, East Journal, Internazionale e Meridiano 13.

A dicembre 2024 ho dato le dimissioni per dedicarmi completamente alla scrittura e prendere in gestione “La mia vita in valigia”, un progetto che conosco da anni. Avendo avuto il grande piacere di lavorare con Eleonora, colei che è riuscita nell’impresa incredibile di mettere in piedi il blog più seguito dagli italiani in Germania.
(Cara Eleonora, non ti ringrazieremo mai abbastanza).

Per molto tempo ho pensato di farlo crescere sui social e mantenerlo come punto di riferimento per gli italiani in Germania e per chi sogna di trasferirsi. Ora, insieme a mio fratello, ci stiamo provando. È una nuova sfida, ma dopo tutto il percorso fatto finora, so che vale sempre la pena tentare.

Immagine di Fisnik Qadraku

Fisnik Qadraku

Sono nato a Magenta, in Italia, nel 1996.

Mi sono trasferito in Germania dall'Italia con la mia famiglia nel 2015.

Dopo tre giorni dal mio arrivo, trovai subito un lavoro nel settore del montaggio di biciclette. In realtà, però, non mi occupavo affatto del montaggio di biciclette. Per una settimana sono stato sfruttato per sistemare gli scaffali dell'azienda.
A peggiorare la situazione contribuì un dipendente che mi disse che non avevo diritto a fare la pausa.
Dopo una settimana, ricevetti il licenziamento.

Non male come inizio.

Dopo questa esperienza, fino al 2018 ho fatto diversi lavori, imballaggio di armadi elettrici e prodotti cosmetici, produzione di componentistica di gomma, accompagnatore di bambini disabili a scuola.

Nel frattempo facevo domanda per molti “Ausbildung”.
Volevo migliorare la mia situazione lavorativa, ma ricevevo soltanto rifiuti.
Il mio diploma di scuola superiore italiano non veniva considerato.

Così, dopo essermi ritrovato a un certo punto senza lavoro, ho deciso di sostenere il corso Test für Zuwanderer A2-B1. Un anno dopo, nel 2019, sono riuscito a ottenere il certificato B1.

Dopo quattro anni in Germania, avevo finalmente ottenuto qualcosa: il mio primo certificato. Tuttavia, non era abbastanza.

L’attesa al riconoscimento del mio diploma di Italiano mi impediva di poter prendere delle decisioni. Ma, dopo un anno, ricevetti finalmente il riconoscimento come “Allgemeine Hochschulreife”.

Questo significava che potevo iscrivermi all'università tedesca. Per riuscirci dovevo superare l'esame Telc C1 Hochschule.
Nel frattempo accompagnavo a scuola bambini disabili. La difficoltà dell'esame e il tempo a disposizione mi preoccupavano.

Il semestre invernale sarebbe iniziato quattro mesi dopo e non c'era tempo per iscriversi a un corso di preparazione. Questo significava che dovevo studiare da autodidatta. E avevo soltanto tre mesi a disposizione per saltare dal B1 al C1.

L'esaminatrice non era molto entusiasta della mia scelta di non partecipare ai corsi di preparazione. Mi disse che raramente l'esame si poteva passare senza fare un corso intensivo.

Nonostante i dubbi, dopo 3 mesi di preparazione da autodidatta, riuscii a passare l’esame.
Avevo ottenuto il C1, ero diventato fluente in tedesco.
Ora potevo finalmente studiare per un’università tedesca.

Nel 2019 ho iniziato i miei studi all’Università di Trier. Il mio corso triennale era composto da due indirizzi: Germanistica e Sinologia. Ovviamente, tutti i corsi erano in tedesco. L’inizio è stato faticoso. Non conoscevo minimamente la realtà accademica tedesca e tutto mi sembrava così difficile e complicato.

Come se non bastasse, nel 2020 è arrivata la pandemia, la quale mi ha costretto a studiare da casa per ben due anni. L’atmosfera universitaria era sparita e le giornate erano diventate autonome. Ma io avevo un obiettivo: laurearmi.
E così, dopo anni di duro lavoro, ho raggiunto il risultato e mi sono laureato in Germanistica e Sinologia.

Mentre studiavo, ho creato e gestito la mia pagina personale su Instagram, chiamata: fisnik.deutsch incentrata sulla lingua tedesca. Negli anni sono riuscito a creare una community da 100.000 follower. Inoltre, la scuola di lingua online Lingoda ha inserito la mia pagina nella top 5 delle migliori pagine per imparare il tedesco.

Da quasi un anno ho aperto la mia Newsletter Einfach Deutsch dove scrivo delle mie esperienze in Germania e spiego concetti della grammatica tedesca.

Da gennaio, affianco mio fratello in questo progetto.
Mi occupo della parte grafica dei post su Instagram, dell’editing dei video e della scrittura dei contenuti relativi alla lingua.