Elena Billi – Assistente di lingua in Germania

Ci sono passioni che nascono in un’aula universitaria e che diventano così forti da tracciare una mappa per il futuro.
Un autore, una poesia, il suono di una lingua possono diventare una vera e propria vocazione.

Questa è la storia di Elena Billi, che dalla sua Ravenna ha seguito il filo rosso della letteratura tedesca fino in Turingia.
Il suo sogno non era semplicemente trovare un lavoro, ma portare un pezzo della sua cultura, la lingua italiana, nel paese che l’ha così affascinata.
Attraverso la sua esperienza come assistente di lingua, scopriremo le gioie e le sfide di chi sceglie di vivere per e attraverso due culture diverse, in un dialogo costante tra Italia e Germania.

 

Elena Billi – Assistente di lingua italiana in Germania

Ciao Elena, benvenuta e grazie per il tuo tempo.
Ciao! E grazie a voi per il vostro lavoro di divulgazione e sensibilizzazione sulla vita in Germania. 

 

La tua storia nasce da un grande amore per il mondo tedesco. Cosa ha fatto scattare questa scintilla? 

Esatto, la mia storia nasce da un grande amore per il mondo tedesco.
Non so esattamente cosa mi abbia fatto scattare questa scintill,a ma forse il vero e proprio amore è nato durante il primo anno di università quando ho iniziato a studiare il tedesco

 

C’è stato un autore, un’opera o un professore che ti ha fatto pensare “questa è la mia strada”?

Sì, io ho sempre voluto fare l’insegnante sin da quando ero bambina.
Mi ricordo che quando tornavo a casa dopo la scuola elementare mi mettevo a giocare “alla maestra”.
Sono sempre stata profondamente affascinata da questa professione e quando ho iniziato l’università sono rimasta colpita dall’amore, dalla dedizione e dal metodo di insegnamento di Anne, la mia professoressa madrelingua di lingua e grammatica tedesca.
Da lì mi sono detta: “Questa è la mia strada, come lei insegna il tedesco agli italiani, io voglio insegnare italiano ai tedeschi”.  

 

Cosa ti affascina di più della lingua e della cultura tedesche?

Della lingua tedesca mi affascinano tantissimo le parole composte perché nella lingua tedesca si riesce a dire con una sola parola quello che magari in italiano si esprime con quattro o addirittura con una frase intera. 

 

Cosa ti ha spinto a trasferirti in Germania?

Onestamente un po’ anche la disperazione perché insegnare in Italia ad oggi è diventato molto complicato quindi mi sono detta “o parto adesso per inseguire il mio sogno o non lo farò mai più”.

 

Come sei arrivata alla posizione di assistente di lingua in Turingia? È stato un percorso difficile?
Non è stato difficile. Ogni anno a febbraio circa apre il bando del Ministero dell’Istruzione per diventare assistente di lingua italiana, l’ho fatto e dopo tre mesi mi è arrivata l’email che ero risultata vincitrice. 

La Turingia è una regione meno conosciuta rispetto a Berlino o alla Baviera.
Come mai questa scelta? È stata una decisione voluta o una felice coincidenza?

In realtà è stata una felice coincidenza. Quando si compila il bando ti chiedono di scegliere 3 Länder e io tra questi ho messo anche la Turingia pensando che, essendo una regione meno conosciuta, l’avrebbero scelta meno persone e forse è stato così. 

 

Raccontaci la tua giornata tipo in un liceo tedesco.
Cosa fa esattamente un’assistente di lingua italiana?

Io attualmente ho 4 classi e ho ragazzi che vanno dai 15 ai 19 anni.
Aiuto la docente titolare di italiano durante le lezioni facendo soprattutto dialoghi e conversazione con gli studenti. La mia referente mi coinvolge molto nelle lezioni che prepara e mi lascia anche molto libera se voglio fare qualcosa di specifico con i ragazzi.

Nel liceo dove insegno, dopo la pausa pranzo, ci sono 50 minuti chiamati “Kreativzeit” e in questa fascia oraria, due volte a settimana, faccio insieme ai ragazzi teatro. Leggiamo, commentiamo e recitiamo pezzi teatrali tratti da autori della letteratura italiana e ci prepariamo per andare in scena davanti a tutta la scuola durante il concerto di Natale.

 

Che tipo di interesse trovi negli studenti tedeschi per la lingua e la cultura italiana?

Mi sono molto sorpresa quando sono arrivata qua in Germania dell’amore che hanno i ragazzi verso l’Italia.
Mi ricordo che durante i primi giorni, per conoscerci meglio, mi raccontavano che quasi tutti erano stati almeno una volta in vacanza in Italia e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa perché onestamente pensavo che negli ultimi anni l’Italia fosse stata messa un po’ da parte.
Sono molto appassionati anche della lingua italiana, nonostante mi dicono non sia per niente facile da imparare. 

 

Come ti trovi a vivere in Turingia, una regione dell’ex Germania dell’Est?

Mi trovo davvero molto bene. Non pensavo perché prima di partire avevo un po’ di paura, soprattutto paura di annoiarmi, in quanto io vivo in una città non tanto grande, dove non ci sono tante cose da fare come magari in una Berlino o Monaco.
Ma sono rimasta sorpresa perché mi trovo davvero bene e rifarei cento volte la scelta che ho fatto. 

 

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Ad oggi non mi manca l’Italia perché sono riuscita a crearmi qui in Germania la mia routine e la vita che ho sempre voluto fare.
Se devo trovare proprio una cosa che mi manca, anche se banale, è il caffè vero al bar. 

 

E per finire, dicci una cosa che ami e una cosa che invece non ti fa proprio impazzire della Germania

La cosa che a volte non mi fa impazzire è il fatto che la domenica è tutto chiuso.
Da un lato è giusto, lo comprendo perché è il giorno di riposo però non ci ho ancora fatto l’abitudine. 

Mentre la cosa che amo è sicuramente il fatto di avermi permesso di poter realizzare il mio sogno quindi posso solo che ringraziare questo paese che mi ha accolta.
Per ultimo, mi piacciono tantissimo i Brezeln e i Bratwürste.