La professione dell’interprete è probabilmente una delle più sottovalutate. In pochi, e probabilmente soltanto coloro che praticano questo lavoro, ne possono comprendere a pieno le difficoltà e l’importanza.
Diventare interprete è un desiderio che attira molte persone. Questa professione permette infatti di entrare in contatto con persone di lingue e culture diverse, di conoscere nuovi paesi, di viaggiare molto e di plasmare se stessi a una velocità maggiore, rispetto a chi non parla nessuna lingua straniera.
Ma come si diventa interpreti?
Com’è la vita di un interprete?
E quanto è difficile diventare interprete nella lingua tedesca?
Per rispondere a tutte queste e altre domande, abbiamo pensato di intervistare Gaia Lucia, che di professione è interprete e traduttrice in italiano, inglese, tedesco e spagnolo.
Ma non vi diciamo altro. Lasciamo che sia lei a raccontarci tutto il resto.
Ciao Gaia, iniziamo chiedendoti come è nata la tua passione per le lingue?
La mia passione per le lingue è nata sin da quando ero piccola. Mi affascinava l’idea di poter comunicare con persone provenienti da culture e paesi diversi e di poter esplorare il mondo attraverso le parole. Da adolescente, ho iniziato a studiare l’inglese e il francese, ma è stato quando ho incontrato il tedesco che è scattata una sorta di “sfida personale”.
Volevo affrontare una lingua complessa, con una grammatica particolare e una struttura diversa rispetto alle lingue romanze.
Qual è stato il tuo percorso di studi?
Ho frequentato il liceo linguistico, dove ho potuto approfondire le lingue straniere, per poi proseguire gli studi all’università. Ho ottenuto una laurea in mediazione linguistica in Italia, specializzandomi poi in interpretazione di trattativa e conferenza e traduzione nelle lingue: italiano, inglese, tedesco e spagnolo.
Durante il mio percorso universitario, ho partecipato a diversi corsi di interpretariato e traduzione, e ho avuto anche l’opportunità di fare esperienze di stage in contesti internazionali, che mi hanno permesso di migliorare le mie competenze pratiche.
Cosa ti ha spinto a studiare una lingua piuttosto difficile come il tedesco?
Ho scelto il tedesco perché lo trovavo una lingua affascinante e diversa dalle lingue romanze. La sua struttura grammaticale e la sua fonetica mi hanno sempre sfidato, e la cultura tedesca ha una grande importanza nel panorama europeo, soprattutto nel campo dell’economia, e della politica.
Volevo acquisire una competenza che mi permettesse di lavorare in ambiti internazionali e di aprirmi a nuove opportunità professionali, soprattutto nel campo dell’interpretariato e della traduzione.
Che consigli daresti a una persona che sta per iniziare a studiare questa lingua?
Il mio consiglio principale è di non scoraggiarsi. Il tedesco può sembrare difficile all’inizio, ma con la giusta motivazione e costanza si può imparare. È una lingua che richiede pazienza, ma anche un buon approccio pratico.
Ascoltare il tedesco in situazioni quotidiane, guardare film, fare conversazioni con madrelingua sono metodi che aiutano a comprendere meglio la lingua. Inoltre, non abbiate paura di commettere errori – è un processo normale e fa parte dell’apprendimento.
Ora, raccontaci un po’ della vita da interprete. Com’è la tua giornata tipo?
La vita da interprete è molto dinamica e mai noiosa! Ogni giorno può portare nuove sfide e opportunità. La mia giornata tipo varia a seconda degli incarichi che ho. A volte lavoro in una conferenza, altre volte mi trovo a fare interpretazione per una trattativa commerciale o un incontro politico.
Ogni incarico richiede una preparazione specifica: devo studiare il materiale in anticipo, conoscere i temi che verranno trattati e, soprattutto, mantenere un’attenzione costante durante il lavoro, poiché l’interpretazione richiede molta energia. La cosa bella di questa professione è che mi permette di conoscere nuove persone e immergermi in contesti diversi ogni giorno.
Che consigli daresti a una persona che volesse intraprendere questa carriera?
Essere un interprete richiede tanto impegno e passione. Consiglio di investire nella formazione, che deve essere continua, anche dopo aver conseguito una laurea. Non basta sapere le lingue: bisogna affinare le proprie capacità di ascolto, velocità di reazione e capacità di concentrazione.
È fondamentale anche conoscere a fondo i settori nei quali si desidera lavorare, come la politica, la medicina, l’economia, etc., poiché ogni campo ha il suo vocabolario specifico. Inoltre, fare esperienze sul campo – anche tramite stage, volontariato o piccoli incarichi – aiuta a capire meglio la professione.
Tra i tuoi servizi, abbiamo visto che ci sono diverse tipologie di interpretazione: simultanea, consecutiva, di trattativa e simultanea a distanza.
Potresti spiegarci brevemente in cosa consistono?
- Interpretazione simultanea: È quella che vediamo spesso nelle conferenze internazionali. L’interprete traduce il discorso mentre la persona sta parlando, con un ritardo di pochi secondi. Si fa con l’ausilio di cuffie e microfoni.
- Interpretazione consecutiva: In questo caso, l’interprete ascolta un blocco del discorso, poi lo traduce. È usata per incontri più piccoli, come riunioni o trattative.
- Interpretazione di trattativa: È simile alla consecutiva, ma viene utilizzata principalmente in contesti di negoziazione, come durante accordi commerciali, dove l’interprete facilita la comunicazione tra le due parti.
- Simultanea a distanza: Con l’avanzamento della tecnologia, l’interpretazione simultanea a distanza è diventata sempre più comune. Gli interpreti lavorano da remoto, spesso in cabina, ma il pubblico è in una sede diversa, collegato tramite video conferenze.
Sappiamo che per lavoro ti capita di venire anche in Germania. Che idea ti sei fatta di questo Paese?
La Germania è un paese molto organizzato e preciso, che riflette bene anche nella sua cultura lavorativa. Mi piace il dinamismo delle città e l’atmosfera di professionalità che si respira, ma anche la ricca tradizione culturale che caratterizza le regioni.
La lingua tedesca è strettamente legata a questo contesto, e mi permette di comunicare efficacemente con i colleghi e i clienti. La Germania è anche un paese molto accogliente e aperto agli stranieri, che mi ha dato molte opportunità di crescita professionale.
E per concludere, cosa diresti alle persone per far capire l’importanza del tuo lavoro?
L’interpretazione è un ponte che collega mondi diversi. Senza interpreti, molte opportunità di dialogo internazionale, cooperazione e comprensione reciproca sarebbero precluse. La mia professione è fondamentale per permettere alle persone di comprendersi al di là delle barriere linguistiche e culturali, e per garantire che le comunicazioni siano accurate e senza malintesi.
L’interpretazione è un lavoro che richiede non solo competenza linguistica, ma anche empatia, imparzialità e la capacità di adattarsi a situazioni diverse.
Eccoci arrivati alla fine di questa intervista.
Ringraziamo di cuore Gaia per aver accettato immediatamente il nostro invito a raccontarci la sua storia e ne approfittiamo per farle i complimenti per i traguardi raggiunti e i migliori auguri per la sua carriera.
Questo è il sito di Gaia, dove potete trovare tutti i servizi che mette a disposizione.