Food blogger & Restaurant Marketing Consultant: la storia di Ilaria Bertin

Se avete intenzione di visitare Berlino, sappiate che potreste innamorarvi della città e decidere di trasferirvi.
Come facciamo ad esserne così sicuri?

Beh, perché è quello che è successo alla nostra ospite di oggi: Ilaria Bertin.

Tranquilli, non vi spoileriamo niente, ci penserà lei a raccontarci com’è andata.

Ilaria Bertin: diventare food blogger a Berlino

Ciao Ilaria!
Intanto grazie per il tuo tempo e complimenti per i traguardi professionali che hai raggiunto.
Prima però, facciamo un bel salto indietro.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho studiato Economia e Management presso l’Università LIUC di Castellanza. Durante il mio percorso universitario, ho anche trascorso un periodo a Madrid grazie al progetto
Erasmus, un’esperienza che mi ha arricchito sia a livello personale che accademico.

Qual è stato il tuo primo contatto con Berlino?

Sono venuta a trovare un’amica conosciuta durante l’Erasmus a Madrid e mi sono subito innamorata della città.

Mi sono sentita subito a mio agio, come se fosse il posto giusto per me. È anche per questo che ho deciso di svolgere uno stage proprio a Berlino durante il mio
percorso universitario.

Cosa ti ha spinta a trasferirti a Berlino?

Mi ha colpito subito quanto Berlino fosse una città internazionale e dinamica. Avendo studiato tedesco alle superiori, ho visto nel trasferimento anche un’occasione per rimettermi alla prova con la lingua. Berlino offre tantissimi stimoli: è una città innovativa, ma allo stesso tempo fortemente legata al suo passato, e questo equilibrio tra storia e modernità mi ha affascinata fin da subito.

Quali sono state le difficoltà più grandi all’inizio?

In realtà mi sono ambientata fin da subito. Sapevo già dove volevo abitare, a Prenzlauerberg, e avevo ben chiaro il percorso che volevo intraprendere.

Sappiamo che all’inizio facevi un lavoro molto diverso da quello che fai ora. Di cosa ti occupavi e cosa ti ha spinta a cambiare?

Sono arrivata a Berlino per uno stage come Business Intelligence Analyst in una startup tech, ma presto mi sono resa conto che sentivo la mancanza del lato creativo nel mio
lavoro.

Così ho iniziato a lavorare come Country Manager per il mercato italiano in un’azienda che offriva regali innovativi. In seguito, sono entrata in Zalando, il sogno di molti
appena arrivati a Berlino, dove mi sono specializzata completamente nel social media marketing, ricoprendo il ruolo di manager.

Ora parliamo del tuo meraviglioso blog: Hungry in Berlin. Com’è nato e cosa ti ha spinta a lanciarti in questa sfida?

Ho aperto il blog ad aprile 2019 e ricordo che, all’epoca, c’erano pochissime persone che condividevano consigli su dove mangiare a Berlino o parlavano dei vari trend gastronomici.

Avendo sempre seguito il lato social di diverse aziende, ho creduto fin da subito nel potenziale di questo canale. Berlino è il posto ideale per sperimentare nuove cucine: è facile, accessibile ed economico, con una qualità sorprendentemente alta. Così ho iniziato a provare, sperimentare e condividere.

Ricordo ancora il mio primo post: era sulla pizzeria Futura, a Friedrichshain.

Oltre al tuo blog su Instagram, hai anche un’agenzia: Gourmetric Agency. Di cosa ti occupi nello specifico?

Sì, poco prima dello scoppio del Covid ho deciso di lasciare il lavoro in azienda per investire nella mia formazione e avviare un progetto tutto mio. Come spesso accade, anche nei momenti di crisi nascono delle opportunità: durante la pandemia, infatti, molti ristoranti si sono trovati impreparati a gestire l’online, con la necessità improvvisa di attivare servizi di delivery, creare un sito web, e comunicare in modo efficace sui social.

È proprio in quel momento che ho capito di poterli supportare, offrendo consulenze su misura per aiutarli a comunicare meglio e a restare al passo con i trend digitali. Così è nata Gourmetric Agency, con l’obiettivo di valorizzare il mondo della ristorazione attraverso strategie di marketing efficaci e creative.

Com’è stata la crescita? Quali sono state le difficoltà più grandi? E le soddisfazioni più belle?

È stata una crescita lenta ma costante. All’inizio è stato difficile perché molti ristoratori avevano una mentalità un po’ “old school”, poco abituata a investire nel marketing digitale.

Far cambiare approccio non è stato semplice, soprattutto in un settore dove spesso il marketing è visto come un costo e non come un’opportunità.

La soddisfazione più grande?
Vedere un locale pieno grazie a una campagna ben strutturata o ricevere messaggi da clienti felici che hanno scoperto un posto grazie ai miei consigli.

Grazie al tuo blog vieni invitata ad eventi importanti che riguardano il cibo. Che idea ti sei fatta della cultura culinaria dei non italiani?

Noi italiani siamo sicuramente molto esigenti quando si parla di cibo. Detto questo, negli ultimi anni ho visto un notevole miglioramento della qualità anche nei ristoranti non italiani: ci sono sempre più eccellenze e luoghi sorprendenti.

Ovviamente ci sono anche esperienze meno entusiasmanti, ma molto dipende dalle aspettative personali e dal budget a disposizione.

Come ti trovi a Berlino dopo 10 anni?

La vita da libera professionista, soprattutto in un paese straniero, non è sempre facile. Ci sono periodi molto positivi e altri più incerti. Serve tanta flessibilità e spirito di adattamento.

Berlino in dieci anni è cambiata moltissimo: è diventata più cara, più competitiva, e il tema degli affitti è sempre più critico. Ma rimane una città piena di stimoli e opportunità.

Che consigli daresti a chi volesse trasferirsi in questa città?

Direi di considerare Berlino come un trampolino per un percorso di medio-lungo termine. È una città che può essere dura all’inizio, ma che ti mette alla prova e ti insegna tanto. Offre moltissime possibilità, ma bisogna avere pazienza e spirito di iniziativa.

Domanda difficile: la tua top 3 dei ristoranti a Berlino?

In questo momento direi ORA a Kreuzberg, per la sua atmosfera unica all’interno di una vecchia farmacia; Night Kitchen a Mitte, per l’eccellente cucina mediterranea e l’ambiente conviviale; e Material, il posto perfetto per chi ama scoprire ottimi vini naturali in un contesto rilassato.

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Il clima mite, la socialità delle persone e ovviamente… le materie prime!

Per concludere, ti chiederei la cosa che preferisci di più di Berlino e quella che invece non ti fa proprio impazzire.

Quello che preferisco di Berlino è che è una città piena di stimoli, c’è sempre qualche evento interessante, adoro girare in bicicletta e il fatto che sia così verde e immersa nella natura la rende speciale. È una città rilassata e con un ritmo tutto suo, che apprezzo molto.
Quello che invece mi fa impazzire un po’ meno è che sta diventando sempre più cara, soprattutto per quanto riguarda il costo della vita e gli affitti, che ormai sono davvero inaccessibili

Non ringraziamo Ilaria per il suo tempo. Se non lo fate ancora, correte a seguirla su Instagram. Se invece pensate di poter aver bisogno della sua agenzia, questa è la
pagina Instagram, mentre questo è il sito.