Maria Cristina Longobardi è una professoressa di ruolo alla Saxony International School.
Abbiamo deciso di intervistarla, perché la sua storia è una di quelle che meritano assolutamente di essere conosciute.
Ma non vogliamo spoilerarvi niente. Lasciamo che sia lei a raccontarvi la sua incredibile esperienza in Germania.
Partiamo!
Ciao Maria Cristina, intanto ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo e ne approfittiamo subito per farti i complimenti per gli incredibili risultati che hai raggiunto in Germania.
Ciao Ragazzi. Grazie mille! E grazie per i vostri racconti. È importante diffondere anche questo tipo di informazioni.
Cosi che tutti abbiano l’effettiva possibilità di fare il salto nel caso in cui ne abbiano voglia. Che nessuno abbia paura insomma !
Considerando la quantità di cose che hai da raccontarci, potremmo iniziare dal tuo percorso scolastico in Italia.
Raccontaci cosa hai studiato in Italia
In Italia ho studiato inizialmente molto poco che avesse a che fare con l’insegnamento. Ho studiato scienze politiche e relazioni internazionali. Volevo fare il concorso diplomatico.
Sapevo che sarebbe stato un percorso che avrebbe avuto pochi altri sbocchi. Ma studiare qualcosa che non piace, non è mai una buona idea.
Quindi ho anche approfondito con un master in scienze diplomatiche e uno in sicurezza ed intelligence.
Con la maturità, visto l’amore per l’insegnamento, ho conseguito anche due master di completamento delle classi di concorso e diversi esami in ambito educativo e antropologico. Non sono stati altro che la conferma che quello che volevo fare davvero…era altro.
Com’è stata la ricerca del lavoro in Italia dopo aver terminato gli studi?
Dissestato…pieno di ostacoli. E incredibilmente ingiusto.
Concorso a parte, ero troppo qualificata per posizioni per le quali non c’era bisogno di studi particolari e non avevo abbastanza esperienza (o titoli) anche solo per la segretaria di studi legali internazionali o di aziende.
Durante gli studi ho insegnato lingue conoscendo molto bene l’inglese e avendo una solida base di tedesco….quindi ben presto, non avendo funzionato la via dei concorsi, ho maturato la passione per il contatto con i ragazzi…e l’ho approfondito con gli studi che ho menzionato prima.
Ora superiamo in confini. Cosa ti ha portato a trasferirti in Germania?
Inizialmente? Non mi vergogno a dirlo: la disperazione. O meglio la frustrazione. Mio marito perdeva l’unico lavoro rimastoci (sì, appena partorito neanche le vecchie scuole e accademie di lingua mi hanno permesso di rientrare) e avevamo una bimba.
Lei nasce ad ottobre 2021. Noi facciamo i bagagli a Marzo 2022.
In secondo luogo, i contatti. I miei suoceri abitano a Stoccarda e da bambina con i miei avevo passato qualche anno a Berlino. La conoscenza del territorio c’era. La lingua….era sufficiente. Quindi via!
Com’è stato l’inizio? Quali sono state le maggiori difficoltà che hai avuto?
“Spiegare” perché non avevo rilevanti esperienze conseguite con le mie materie di laurea nonostante i titoli . Cosa avevo fatto oltre insegnare . È stato davvero difficile spiegare il sistema dissestato italiano.
In secondo luogo la lingua della burocrazia. È ben diversa da quella del quotidiano (come in ogni lingua in realtà..ma il tedesco può farci vedere brutti quarti d’ora haha).
Potrei continuare con la lista ma la realtà è che ancora oggi penso che siamo stati fortunati.
E ora parliamo di Zwickau. Cosa vi ha portato a trasferirvi ad est?
Il lavoro. Onestamente il lavoro. Il nostro pensiero era stato uno stabilimento vicino al confine sud. In qualsiasi modo possibile. Ma di cinque CV mandati nelle prime settimane in Germania, tre Feedbacks ho avuto e uno di questi proponeva una assunzione immediata.
Non vi nascondo che eravamo positivamente sorpresi ed entusiasti. E ci siamo detti che certi treni non passano più volte. Feriti anche dalle porte in faccia viste in Italia, ci siamo imbarcati e diretti verso Zwickau. Per noi è Germania. Il sentimento locale però…..è leggermente diverso.
Raccontaci un po’ com’è stato il processo del riconoscimento dei tuoi titoli e come si è sviluppata la tua carriera a Zwickau.
Lineare direi. La scuola si è occupata di tutto quindi so dirvi poco purtroppo. La cosa certa che so, è che è un processo molto lungo.
La scuola ha richiesto traduzioni giurate di tutti i titoli che avrei voluto presentare e vantare e di annesse possibili certificazioni. Hanno inviato tutto all’autorità competente presso il ministero dell’istruzione locale e da li…nessuna news più.
Vale il principio del silenzio assenso. Quindi nel caso in cui ci fossero stati impedimenti, mi avrebbero fatto sapere.
Non ho dovuto pagare nessuna cifra grazie alla mediazione della nostra scuola. Complice è chiaramente il bisogno di manodopera qualificata altamente scarseggiante qui. Perché altrimenti so che parliamo di diverse centinaia di euro ogni titolo purtroppo ☹
Com’è stato l’apprendimento della lingua?
Un crash course 😀 ….
Non semplice. E tutt’ora non semplice. Ma va
Qual’era la tua conoscenza del tedesco prima di trasferirti?
Un solido B1 . Forse un inizio di B2.
Ora parliamo della situazione nella Germania Est.
Che idea ti sei fatta dell’enorme ascesa dell’AfD in quella che era la DDR?
Non sono stata sorpresa. Piuttosto, mi dispiace.
Perché questa forza politica a tratti incoerente nelle scelte e sicuramente MIOPE rispetto al lungo periodo, chiude una serie di porte alla popolazione locale che invece avrebbe voglia (almeno alcuni giovani) di apertura.
Visto che sei a contatto con studenti e professori ogni giorno. Cosa pensano loro della Germania Ovest e com’è stata vissuta la riunificazione?
Ricordo che fu una delle prime domande che ho fatto ai colleghi. Mi hanno raccontato che non tanto i nostri coetanei ma i nostri (loro) genitori hanno visto la riunificazione come una “invasione”.
Mi spiego meglio. Il piano Marshall aveva portato nell’ovest una iniezione di soldi e positività che hanno portato lo sviluppo che poi abbiamo visto. Università sullo stile americano, la dolce vita francese, lo sfarzo inglese.
L’est invece, nel COMECON, aveva tentato fin la fine, di mantenere una economia pianificata millantando un funzionamento della stessa che non si materializzava nello stesso stile di vita dell’ovest. All’atto della riunificazione quindi gli ingegneri, gli insegnanti, gli esperti dell’ovest, sono venuti e hanno preso il posto degli esperti dell’est. Portando tutto ciò che avevano appreso e SOSTITUENDO i locali.
Ed ecco il concetto dell’invasione. Da qui capirete bene “l’odio” nei confronti dello straniero. Ad oggi camuffato per la carenza di mano d’opera. Ma ben presente. Le scuole chiudono. Gli esercizi commerciali chiudono. Quindi col tempo, sono dovuti venire a patti con la realtà dei fatti.
Com’è la vita nella Germania Est?
Lenta.
Tanta natura. Tanto relax. La Sassonia poi è uno dei Land più agricoli della Germania.
L’Alta Sassonia, essendo ad un passo da Berlino, corre verso una modernizzazione;
La Turingia è Land universitario;
La Sassonia con qualche industria e tenta di tenere il passo.
Ci prova con le Università tra le altre cose….e l’istruzione di qualità. Lavoro per il circuito scolastico più grande del Land e i presupposti li vedo. Ho fatto palese alla dirigenza più volte che possono contare su di me. Ed infatti ho tenuto anche un Workshop in un liceo di Lipsia di recente. Ci chiedevano supporto per organizzare lezioni bilingue che siano il più possibile efficienti.
Concludiamo con l’ultima domanda. Dicci una cosa che ami della Germania e una che invece non ti fa proprio impazzire.
- Amo la meritocrazia sul lavoro. I premi per l’impegno. Le possibilità; l’attenzione alla famiglia!
- Non amo il sistema sanitario . I medici sono pochi, formati male o all’estero. Non amo che si concentrino poco sulla prevenzione.
Ci sono le dovute eccezioni per l’amor di Dio…ma purtroppo, è qualcosa che reputiamo molto rilevante.
L’intervista è finita, noi ringraziamo Maria Cristina per il tempo che ci ha dedicato e le auguriamo tutto il meglio possibile.