Interprete e insegnante di tedesco in Germania: la storia di Sara Moroni

E chi l’ha detto che il tedesco fa paura ed è una lingua impossibile da imparare?

La nostra ospite di oggi non sarebbe assolutamente d’accordo.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Sara Moroni. Che non solo ha perfezionato la conoscenza della lingua tedesca, ma ha trasformato la sua passione per le lingue in un lavoro. 

Riuscendo a mettersi in proprio come traduttrice, interprete, e insegnante di lingue. E tutto questo, l’ha fatto in Germania.

La sua è assolutamente una storia che va raccontata.

Ma ora lasciamo la parola a lei.

 

Ciao Sara! Intanto grazie per il tuo tempo e complimenti per il tuo percorso professionale.
Per iniziare, che ne dici di raccontarci un po’ qual è stato il tuo percorso di studi?

 

Grazie a voi per i complimenti e per l’opportunità di partecipare a questa intervista!
Il mio percorso di studi è stato molto lineare. Sono sempre stata negata per la matematica, ma portata per le lingue (che, tra l’altro, sono la mia passione).
Dopo la scuola media ho frequentato il liceo linguistico, dove ho incontrato per la prima volta la lingua tedesca. Successivamente, mi sono laureata in Mediazione Linguistica (inglese e tedesco).

 

Cosa ti ha spinta a trasferirti in Germania?

Una serie di fattori: voglia di conoscere la lingua e la cultura tedesche più da vicino, amore per la città di Norimberga e una brutta esperienza lavorativa in Italia.

Durante gli studi universitari, ho svolto un tirocinio di un mese a Norimberga (la città in cui vivo ora). La città, con i suoi ponticelli sul fiume Pegnitz e la sua architettura medievale, mi ha conquistata fin da subito! Durante quel mese, ho pensato più volte che mi sarebbe piaciuto viverci. 

Dopo la laurea, ho iniziato a sfiorare l’idea di trasferirmi in Germania per perfezionare il tedesco. Nel frattempo, avevo trovato un lavoro in Italia che si è rivelato una bruttissima esperienza. 

E così, delusa da quell’esperienza e desiderosa di conoscere meglio la Germania, mi è venuto naturale pensare di tornare a Norimberga. Pensavo di rimanere qualche mese…e invece sono passati quasi otto anni!

 

Ti va di raccontarci com’è stato l’inizio? Quali sono state le difficoltà più grandi?

Sicuramente la solitudine, doversi adattare a una nuova mentalità e… sì, anche le difficoltà linguistiche! 

Anche se sono arrivata in Germania con una laurea in tedesco in tasca, non nego di aver avuto molte difficoltà. All’università avevo tradotto testi di vario genere, dalle ricette di cucina ad articoli di giornale, e interpretato discorsi su argomenti come la politica e il commercio…ma, arrivata in Germania, mi sono resa conto di non sapere le cose più comuni! Un esempio? Cosa dire dal parrucchiere. 

Questo è un aspetto che tengo sempre presente ora che insegno tedesco: nelle mie lezioni si apprende ciò che serve nella vita di ogni giorno.

 

E ora, dopo 8 anni, come ti trovi?

Alti e bassi. Ora non ho più alcuna difficoltà con la lingua, ma ci sono molti aspetti della mentalità tedesca che ancora non sento “miei”. A volte mi manca l’Italia.
Tutto sommato, però, sono grata alla Germania per le esperienze che mi ha fatto fare, sia per quelle positive che per quelle negative.

 

Parliamo del tuo lavoro. Spiegaci un po’ nel dettaglio in cosa consiste.
Quali sono i servizi che metti a disposizione e quelli che ti vengono richiesti maggiormente?

Io offro servizi linguistici di vario tipo: 

-corsi di tedesco per italiani,

-traduzione

-interpretariato in fiera

-consulenza linguistica e interculturale per expat italiani in Germania (ad esempio, affiancandoli nella preparazione a un colloquio di lavoro in tedesco).

Al momento, i servizi più richiesti sono l’insegnamento del tedesco e l’interpretariato in fiera.

Le mie lezioni sono pensate in particolare per italiani che vivono in paesi tedescofoni. Essendo italiana e vivendo in Germania da anni, conosco molto bene le difficoltà linguistiche e culturali che si incontrano. Utilizzo materiale creato appositamente per madrelingua italiani, con un’attenzione particolare agli errori più comuni e alle differenze culturali.

Di solito, chi arriva in Germania frequenta corsi in presenza tenuti da insegnanti madrelingua tedeschi. Ciò è molto utile, perché si viene immersi a 360 gradi nella lingua tedesca. Questa immersione totale, però, può diventare anche un ostacolo: lo studente spesso non riesce a tenere il passo, non può fare domande nella propria lingua madre e finisce per sentirsi un po’ perso. Questo non accade con un’insegnante che parla la tua lingua.

Per quanto riguarda l’interpretariato in fiera, questo consiste nell’accompagnare come interprete aziende italiane che partecipano a fiere commerciali in Germania. 

A volte affianco aziende espositrici, a volte aziende in visita. Traduco per loro durante le trattative con i partner tedeschi, abbattendo le barriere linguistiche e, talvolta, anche culturali: nonostante la vicinanza geografica, Italia e Germania presentano una mentalità totalmente differente! Come interprete, non faccio solo da ponte fra le due lingue, ma anche fra le due culture.

 

Che consigli daresti a chi volesse intraprendere questa carriera?

A chi volesse diventare insegnante di tedesco, consiglio prima di tutto di credere nel proprio valore, anche se non si è madrelingua. Essere madrelingua non è l’unico criterio per essere un buon insegnante: come dicevo poco fa, moltissimi italiani preferiscono studiare con un’insegnante italiana, che conosca a fondo le difficoltà che incontrano e sappia spiegare le difficili regole grammaticali tedesche in modo chiaro, nella loro lingua madre.

In base alla mia esperienza, ciò che fa davvero la differenza sono qualità come l’empatia, la pazienza e la capacità di adattarsi agli stili di apprendimento dei singoli studenti. Fare lezione non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma anche creare un ambiente in cui lo studente si senta accolto, motivato e compreso.

A chi volesse diventare interprete in fiera, consiglio di affiancare alla formazione linguistica anche una buona conoscenza del mondo commerciale. In fiera non si tratta solo di tradurre conversazioni generiche: si parla di offerte, spedizioni, condizioni di pagamento, etc. Spesso, si concludono delle vere e proprie trattative. Avere familiarità con questo tipo di lessico e le dinamiche commerciali è fondamentale per tradurre in maniera accurata. Io, prima di mettermi in proprio, lavoravo come impiegata commerciale presso un’azienda tedesca. Questa esperienza mi torna molto utile quando offro questo servizio.

 

Mentre a chi volesse studiare il tedesco?

Di non scoraggiarsi! La lingua tedesca è sicuramente molto diversa dalla nostra e, per noi madrelingua italiani, non è affatto semplice o intuitivo impararla. Eppure, proprio per questo è in grado di regalarti tantissime soddisfazioni. Nel momento in cui riuscirai a comunicare in tedesco senza problemi o a capire una regola grammaticale che all’inizio ti sembrava impossibile, ti sentirai imbattibile!

Inoltre, il tedesco è una lingua affascinante perché spesso riesce a racchiudere in una sola parola concetti che in altre lingue richiederebbero una frase intera. Pensa a parole come “Feierabend”, che indica quel momento liberatorio in cui si stacca dal lavoro, oppure “Vorfreude”, la gioia al pensiero che farai qualcosa di bello. Non sono bellissime?

 

Sappiamo che poco tempo fa hai deciso di fare della tua passione un lavoro e ti sei messa in proprio. Com’è stato farlo in Germania?

Io ho usufruito del Gründungszuschuss, ovvero delle sovvenzioni per imprenditori stanziate dalla Bundesagentur der Arbeit (agenzia del lavoro). 

Ovviamente, mi sono dovuta armare di pazienza: non è facilissimo ottenerle, ci sono requisiti da soddisfare e scadenze da osservare.

Lo stesso vale per la registrazione presso il Finanzamt come Freiberufler (freelance): non è mai piacevole riempire questionari e svolgere pratiche burocratiche, ma con un po’ di pazienza e determinazione non è affatto impossibile. 

Tutto sommato, devo dire che me lo immaginavo molto più complicato.

 

Avresti qualche consiglio da dare a chi stesse pensando di trasferirsi in Germania?

La parte ottimista di me consiglia di non arrendersi mai e provarci sempre e comunque: se il tuo cuore ti spinge verso la Germania, un motivo ci sarà! Vale sempre la pena provare, anche solo per arricchirsi a livello personale e scoprire una nuova cultura. La parte più realista consiglia di non idealizzare troppo la Germania. 

Molte cose qui funzionano alla grande… ma non è tutto perfetto!

Ad esempio, chi dà molto valore all’empatia, alla spontaneità o ai rapporti umani profondi può trovare più difficile ambientarsi. Il Paese perfetto non esiste!

Posso dare un consiglio a chi è arrivato da poco e si sente solo? Non tutti lo sanno, ma ci sono diverse opportunità di conoscere nuovi amici in Germania.

Qui è molto diffusa la cultura dello “Stammtisch”, un incontro a cadenza regolare organizzato da persone che hanno interessi in comune. Per questo, ti consiglio di cercare sui social gli Stammtisch della tua città, come uno Stammtisch internazionale (dove conoscere altri expat) o un Italienisch-Stammtisch (dove, oltre a incontrare altri italiani, puoi conoscere tedeschi che desiderano imparare l’italiano).

Si stanno diffondendo sempre di più anche i gruppi “Neu in + nome della città”, per gente appena arrivata in città.

 

Siamo arrivati all’ultima domanda. Dicci una cosa che ami della Germania e una che invece non ti fa proprio impazzire.

Oltre alla lingua, della Germania amo l’efficienza e il senso di sicurezza che ne deriva. Il fatto che le regole vengano rispettate mi fa sentire sicura e mi permette di vivere con più serenità.

Quello che invece faccio più fatica ad accettare è che questo forte attaccamento alle regole, molto spesso, sfoci in una certa rigidità e inflessibilità… anche nei rapporti umani. Spesso, ho la sensazione che manchino spontaneità ed empatia (aspetti che per me contano moltissimo).

Noi siamo arrivati alla fine dell’intervista e ringraziamo Sara per averci dedicato il suo tempo.

Se pensate di aver bisogno dei suoi servizi, qui sotto vi lasciamo il link del suo sito e del suo profilo Linkedin.

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