La riforma ortografica tedesca: cause, conseguenze e critiche a una riforma che ha cambiato la lingua tedesca

La riforma ortografica tedesca ha avuto come obiettivo una maggiore omogeneità alla lingua tedesca. Ecco i cambiamenti ortografici che ha portato nel tedesco
riforma ortografica tedesca

Sapevi che l’ortografia tedesca ha avuto un deciso rinnovamento grazie a una riforma attuata negli anni ’90 (la cosiddetta riforma ortografica tedesca)?

La riforma ortografica tedesca (Reform der deutschen Rechtschreibung) è entrata in vigore a partire dal 1° agosto 1996 e ha avuto come scopo quello di dare una maggiore omogeneità alla lingua tedesca, fissando delle regole e semplificando quelle già esistenti.

Questa riforma ha apportato numerosi cambiamenti al modo di scrivere le parole, alle maiuscole, alla punteggiatura. Ha anche subìto pesanti critiche da chi ha trovato questa riforma un modo per incrinare la cultura e la tradizione tedesca.

In questo articolo scoprirai tutti i cambiamenti che sono stati apportati con l’introduzione della riforma ortografica tedesca, come è cambiata la lingua e quali conseguenze ha avuto questa manovra.

Prima della riforma

La lingua tedesca è una lingua che si scrive da circa 1200 anni.

Durante tutto il Medioevo, ma in parte anche in epoca moderna, le regole di scrittura non erano uniformi ma tendevano a cambiare localmente. Si trovavano quindi regole radicate molto profondamente ma che cambiavano da convento a convento.

L’estrema frammentazione del territorio tedesco in numerose entità statali autonome, inoltre, non aiutava il processo di unificazione, nemmeno con l’avvento della stampa.

Si arrivò quindi a un punto in cui ogni casa editrice seguiva regole di scrittura proprie.

Il quadro politico cambiò radicalmente nel 1871 con l’unificazione tedesca.

L’allora ministro prussiano della pubblica istruzione organizzò nel 1876 la prima grande conferenza per tentare di uniformare l’ortografia della lingua tedesca.

Bisognerà aspettare il 1880 per il primo dizionario ortografico di Konrad Duden, che trovò subito un riscontro positivo e fu accettato ufficialmente da Germania, Svizzera e Austria.

Il Duden è così divenuto il dizionario ortografico ufficiale che ha portato fino ai giorni nostri l’evoluzione ortografica della lingua tedesca.

Cominciano anche le prime discussioni per la semplificazione dell’ortografia, al cui centro del dibattito rimaneva sempre la questione di abolire le maiuscole. Nessuna riforma fu però portata avanti con successo fino al 1996.

La riforma ortografica tedesca

A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso ricominciarono i dibattiti sull’unificazione ortografica.

Un gruppo misto di ricercatori rappresentanti dei Paesi di lingua tedesca lavorarono su mandato dei ministri della pubblica istruzione delle Regioni della Germania Federale, spinti dal desiderio di unificare e semplificare l’ortografia del tedesco.

Nel 1996 le loro proposte furono accettate da Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein e dal 1998 la loro riforma iniziò ad essere insegnata nelle scuole.

Dal 1999 inoltre, anche molti giornali si sono adeguati alle nuove regole ortografiche dettate dalla riforma con esclusione della rivista Spiegel e i quotidiani FAZ e Bild.

Nonostante i pochi cambiamenti che la riforma ortografica tedesca ha apportato, i dibattiti che ne sono seguiti sono stati molto accesi.

Da una parte c’erano numerosi scrittori e pubblicisti tedeschi che contestavano la riforma affermando che l’ortografia era parte integrante della cultura tedesca.

Dall’altra c’erano i linguisti che più obiettivamente hanno fatto notare che la lingua si modifica inevitabilmente a causa di fattori interni ed esterni alla lingua stessa e non a causa delle convenzioni grafiche usate per fissarla.

Nuove modifiche (2004 e 2006)

Nel 2004 e nel 2006, con la cosiddetta “riforma della riforma”, sono state apportate ulteriori modifiche alle regole ortografiche.

La nuova ortografia è entrata in vigore nel 2006 e la discussione politico-culturale sulla riforma ortografica tedesca si è infine conclusa.

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Cosa è cambiato con la riforma ortografica tedesca

L’entrata in vigore della riforma porta alcune modifiche sostanziali nel sistema ortografico tedesco. Le seguenti sono alcune tra le modifiche principali che sono state attuate.

L’uso del grafema <ß> (Eszett)

Vecchia ortografia: <ß> era obbligatorio dopo vocale lunga o dittongo (Straße, draußen) e dopo l’ultima vocale del morfema indipendentemente dalla sua lunghezza (ad es. Fuß). Dopo vocale breve, se questa non era l’ultima del morfema, si scriveva <ss> (lassen, küssen)

Nuova ortografia: la nuova regola si basa esclusivamente sulla lunghezza della vocale precedente. Dopo vocale lunga o dittongo si scrive <ß>, dopo vocale breve si scrive invece <ss>. In questo modo, inoltre, si riesce a mantenere la stessa grafia per la stessa radice, al contrario di ciò che accadeva nella vecchia ortografia.

Vecchia ortografia: der Fluß, des Flusses, die Flüsse, das Flüßchen
Nuova ortografia: der Fluss, des Flusses, die Flüsse, das Flüsschen

Questo cambiamento non concerne il tedesco svizzero che aveva abolito l’Eszett nel 1930.

Sequenze di tre grafemi uguali

Vecchia ortografia: nelle parole composte, quando la prima parola finiva con due consonanti uguali e la seconda parola iniziava con la stessa consonante, le consonanti venivano ridotte a due.

Nuova ortografia: tre consonanti consecutive non vengono più ridotte a due, portando ad avere parole con 3 consonanti contigue

Vecchia ortografia: Schiffahrer, Geschirrückgabe
Nuova ortografia: Schifffahrer, Geschirrrückgabe (ma anche Geschirr-Rückgabe)

Avvicinamento alla radice

L’ortografia delle parole derivate si avvicina alla radice e quella delle parole della stessa famiglia vengono omogeneizzate. Questa regola rispetta il cosiddetto Stammprinzip, cioè il principio della derivazione delle parola, in modo da poter riconoscere più facilmente la parola base (radice).

Alcuni esempi:

  • Essenziell (da Essenz). Vecchia ortografia: essentiell
  • Aufwändig (da Aufwand). Vecchia ortografia: aufwendig (ancora possibile)
  • Nummerieren (da Nummer). Vecchia ortografia: numererei
  • Platzieren (da Platz). Vecchia ortografia: plazieren

Integrazione delle parole straniere

Le parole straniere vengono graficamente per ottenere una maggiore corrispondenza tra fonema e grafema:

  • Delphin > Delfin
  • Joghurt > Jogurt

Grafia della e aperta

In alcune parole la e aperta [ɛ] viene trascritta <ä> invece di <e> per far risaltare la parentela con parole che presentano una [a] (trascritta ovviamente <a>).

Vecchia ortografia: behende, Stengel
Nuova ortografia: behände (
da Hand), Stängel (da Stange)

Uso di maiuscole e minuscole

Devono essere scritti con lettera maiuscola:

  • I sostantiviHund
  • Gli aggettivi ordinali sostantivati: der Dritte
  • I sostantivi inseriti in costruzioni preposizionali o verbali, come: in Bezug aufRad fahren
  • Gli aggettivi e i participi sostantivati in costruzioni fisse, come: im Allgemeinenaufs Neue
  • I riferimenti a parti del giorno dopo “gestern”, “heute”, “morgen”: gestern Abend
  • I sostantivi stranieriNouvelle Cuisine
  • I nomi delle lingue preceduti da preposizione: auf Deutsch
  • I pronomi personali prendono la minuscola (ich). Dopo i due punti si può scegliere se utilizzare la maiuscola oppure no.

Uso di grafie separate e unite

Le costruzioni verbali di due elementi vanno separate:

  • Spazieren gehen (vecchia ortografia: spazierengehen)
  • Verloren gehen (vecchia ortografia: verlorengehen)
  • Rad fahren (vecchia ortografia: radfahren)

Le costruzioni con il verbo essere (sein) vanno separate:

  • Da sein
  • Fertig sein

Molte espressioni figurate vengono separate:

  • In Frage Stellen (vecchia ortografia: infrage stellen)

Anche gli avverbi indefiniti (so viel, wie viel…) vanno separati. Le uniche eccezioni sono:

  • Irgendwer
  • Irgendwo
  • Irgendwann
  • Irgendetwas
  • Irgendjemand
  • Irgendwie 
  • ecc.

L’uso dei trattini

L’uso dei trattini è consentito:

  • Nelle costruzioni con cifre: 17-jährig
  • Nelle frasi infinitive sostantivate: das Auf-die-leichte-Schulter Nehmen
  • Per separare parole che genererebbero 3 vocali consecutive: Kaffee-Ersatz
  • Negli anglicismi: Job-Sharing

Divisione sillabica di fine riga

  • Il fonema -st viene separato nell’andare a capo: Wes-teFas-ten
  • Le vocali all’inizio di parola possono essere separate: U-fer, A-typisch
  • Il grafema complesso ck non viene separato: Zu-ckerPa-cken
  • Più consonanti vengono separate: furcht-barKarp-fen

Utilizzo della virgola

La virgola diventa opzionale:

  • Nelle preposizioni unite da und e oder: Ich trinke und er redet / Ich trinke, und er redet)
  • Per separare una proposizione infinitiva: Ich versuche es zu machen / Ich versuche, es zu machen

Spesso però la virgola deve venire usata obbligatoriamente per evitare ambiguità

  • Er empfiehlt, ihr zu helfen.
  • Er empfiehlt ihr, zu helfen.

Polemiche

La riforma ortografica tedesca, come già accennato, ha portato diverse polemiche. Nel 1998 il Land di Schleswig-Holstein ha addirittura votato per il ritorno all’ortografica classica.

Nel 2000 il giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung prese le distanze dalle nuove norme ortografiche; lo seguirono Spiegel e Springer (l’editore di Bild) nel 2004.

I contestatori riconoscevano nella riforma alcuni problemi:

  • La soppressione del ph in favore di f nelle parole di origine straniera (Fremdwörter) avrebbero portato ulteriori irregolarità, come ad esempio nel th della parola Orthografie
  • La perdita etimologica nelle Fremdwörter, ad es. Portmonee
  • La classificazione inesatta di alcune parole: nella costruzione es tut mir Leid, ad esempio, Leid non è un sostantivo ma un aggettivo. Nonostante ciò richiede la lettera maiuscola
  • La produzione di ambiguità: nella vecchia ortografia si distinguevano variazioni di significato in parole come badengehen (fallire) e baden gehen (fare il bagno). Con la nuova ortografia entrambe si scrivono badengehen
  • il carattere arbitrario e “anti-democratico” di alcune semplificazioni: l’evoluzione naturale della lingua doveva essere la sola origine delle riforme ortografiche
  • la necessità di “ritradurre” gli autori tedeschi
  • la difficoltà dei genitori, abituati alla vecchia ortografia, nell’aiutare i propri figli
  • l’inaccettabilità di tre consonanti identiche consecutive

Dall’altro lato i difensori della riforma ortografica tedesca sostenevano che:

  • venivano soppresse la maggior parte delle difficoltà ortografiche
  • un ritorno all’ortografia classica avrebbe causato nuovamente un duro colpo per la collettività e le imprese
  • ha permesso di togliere la competenza linguistica a un’azienda privata per rimetterla in mano allo Stato
  • una buona parte delle critiche era infondata. Nel caso di baden gehen, ad esempio, c’era già prima una possibile ambiguità nel caso di forme coniugate (ich gehe baden) quindi non si veniva a creare nessuna nuova ambiguità.

Approfondimenti

Se vuoi approfondire l’argomento della Riforma ortografica tedesca, ti consiglio di leggere questi manuali:

Duden: Die Neuregelung der deutschen Rechtschreibung.

Regeln, Kommentar und Verzeichnis wichtiger Neuschreibungen

La riforma ortografica tedesca del 1996. L’ultimo capitolo di un lungo e discusso processo

a storia dell’ortografia tedesca è stata fin da tempi più antichi una storia travagliata, costellata di innumerevoli progetti di riforma falliti e di tradizionale resistenza alle innovazioni.

La riforma del 1996 – che ancora oggi non si può ritenere definitivamente conclusa – è solo l’ultimo capitolo di un processo iniziato secoli or sono con la nascita del tedesco come lingua letteraria scritta.

Conclusioni

La riforma ortografica tedesca rappresenta un importante passo avanti nel tentativo di semplificare e modernizzare l’ortografia della lingua tedesca.

Sebbene abbia suscitato controversie e dibattiti, soprattutto inizialmente, nel corso degli anni ha contribuito a stabilizzare e standardizzare molte regole ortografiche.

E tu conoscevi tutti i cambiamenti che questa riforma ha portato sul piano linguistico e sociale? Faccelo sapere nei commenti qua sotto!

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