Storie di italiani

Sarah auf Deutsch
Sarah auf Deutsch
La storia di Sarah Zasa

Nei miei video cerco spesso di sfatare il mito che il tedesco sia una lingua “dura” o “fredda”. In realtà, come tutte le lingue, dipende molto da chi la parla e dal tono che usa. Il tedesco ha tante sfumature ed è molto più vivo, divertente e musicale di quanto molti pensino.

Lea Ferraro - UCG Creator
UGC Creator
La storia di Lea Ferraro

Sono rimasta in Italia finchè non ho avuto modo di partire con una borsa di studio e da lì non sono più tornata. Ho imparato molto del tedesco a scuola e poco su come realmente parlarlo, purtroppo. Ricordo che al mio primo anno di magistrale in Italia ancora non mi buttavo con la lingua come invece vedevo fare a due compagne di corso che erano già state in Erasmus in triennale, ho quindi visto una via d’uscita 🙂

Italiane a Monaco
Italiane a Monaco
La storia di Giuditta, Giulia, Sara e Valentina

Sicuramente uno degli obiettivi fondamentali del progetto è continuare a creare offline momenti e spazi di connessione e perché no, nuove amicizie. Le nostre iniziative storiche (gruppi lettura e montagna) vanno avanti con appuntamenti regolari, e da Gennaio 2026 abbiamo avviato uno Stammtisch Italiane a Monaco mensile in collaborazione con un locale in Marienplatz come momento di chiacchiere e network.

Maurizio Palese - Vivi Germania
Maurizio Palese
Vivi Germania

Arrivare in Germania per me è stato uno shock, nel senso letterale del termine. Non avevo mai immaginato di vivere qui: conoscevo il Paese solo attraverso gli stereotipi dell’immaginario collettivo – un luogo freddo, grigio, pieno di palazzoni. E la partenza, nel febbraio 2014, non fu una scelta serena: mi sembrava di lasciare tutto alle spalle come un condannato che non decide il proprio destino.

Emanuela Giardina
Emanuela Giardina
Assistente di volo

In casa convivono tre lingue: io parlo italiano con il piccolo, mio marito tedesco e i nonni paterni francese. Ogni giorno è una scoperta: in che lingua sarà la sua prossima parolina oggi? Al momento il tedesco è la sua lingua principale, seguita dall’italiano. Per me è tutto nuovo, venendo da una realtà siciliana monolingue, mentre mio marito è cresciuto lui stesso bilingue. È un regalo meraviglioso per il suo futuro.

Giorgia Piga - Sarta
Giorgia Piga
Sarta

L’inizio è stato molto complesso. Dopo poche settimane dal nostro arrivo è scoppiata la pandemia e ci siamo ritrovati bloccati in un Paese nuovo, senza conoscere bene la lingua e senza una vera rete sociale. Per quasi due anni tutto si è fermato. È stato un periodo difficile e di grande resistenza. Quando finalmente la situazione è migliorata, ho deciso di rimettermi in gioco partendo dalle basi: lavoro, lingua e integrazione.

Giulia Bonardelli
Giulia Bonardelli
Specializzanda

Inizio alle 7.30 in reparto dando un’occhiata ai nuovi pazienti e a ciò che è eventualmente successo durante la notte. Intorno alle 8 facciamo un briefing con gli strutturati e il primario e poi iniziamo il lavoro di reparto, che prevede il giro visite di tutti i pazienti e la successiva documentazione di tutto con anche la richiesta di eventuali esami e modifica delle terapie. Tra le 12 e le 13 facciamo mezz’ora di pausa pranzo e poi si torna al lavoro fino alle 16-16.30, scrivendo le lettere di dimissione e terminando il lavoro della mattinata. Dopo le 16.30 c’è la sacra Feierabend!

Elena Billi
Elena Billi
Assistente di lingua

Ho sempre voluto fare l’insegnante sin da quando ero bambina. Mi ricordo che quando tornavo a casa dopo la scuola elementare mi mettevo a giocare “alla maestra”. Sono sempre stata profondamente affascinata da questa professione e quando ho iniziato l’università sono rimasta colpita dall’amore, dalla dedizione e dal metodo di insegnamento di Anne, la mia professoressa madrelingua di lingua e grammatica tedesca.

Foto Ilaria Bertin
Ilaria Bertin
Food blogger & Restaurant marketing consultant

Mi ha colpito subito quanto Berlino fosse una città internazionale e dinamica. Avendo studiato tedesco alle superiori, ho visto nel trasferimento anche un’occasione per rimettermi alla prova con la lingua. Berlino offre tantissimi stimoli: è una città innovativa, ma allo stesso tempo fortemente legata al suo passato, e questo equilibrio tra storia e modernità mi ha affascinata fin da subito.

Rita Lynch
Rita Lynch
Showgirl

Per moltissimi anni ho seguito Rita Lynch con la vita impacchettata in 3 valige e ho vissuto così in molti paesi che non erano il mio. Ora nella valigia c’è Rita e quando la tiro fuori è sempre un piacere. L’Italia è un paese affascinante, e c’è molto di più da raccontare. Ed è proprio questo che voglio fare.

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Valentina Linzalata
Giornalista, scrittrice e autrice di contenuti

Avevo 32 anni e facevo due lavori: call center per pagare le bollette e freelance per nutrire l’anima. Il matrimonio ci ha dato un piccolo gruzzolo che ci ha permesso di iniziare una nuova vita, così ci siamo trasferiti, lasciando lavoro e affetti. La spinta è stata il desiderio di una stabilità che l’Italia, in quel momento, non sembrava potermi offrire. L’Italia è un paese affascinante, e c’è molto di più da raccontare. Ed è proprio questo che voglio fare.

Ornella Rosaria Cosenza
Ornella Rosaria Cosenza
Giornalista e autrice

Volevo mostrare un’altra immagine dell’Italia, raccontare storie diverse. Mi dava fastidio vedere l’Italia rappresentata così spesso solo come meta turistica – a partire dal mio feed di Instagram fino alla pubblicità in televisione. I giovani portano cappellini con la scritta “amore”, ma tutto questo mi sembrava troppo unilaterale. L’Italia è un paese affascinante, e c’è molto di più da raccontare. Ed è proprio questo che voglio fare.

Andrea D'Addio
Andrea D'Addio
Giornalista e fondatore di Berlino Magazine

Marzo 2009, ero già giornalista in Italia, mi occupavo però soprattutto di cinema con interviste ad attori e registi, cercavo un luogo da cui mandare proposte da freelancing riguardanti economia, geopolitica e società. Avevo studiato Scienze Politiche. Berlino era una città sempre più importante da un punto di vista geopolitico e stimolante dal punto di vista culturale. In più era economica e mi offriva la possibilità di imparare una lingua in più (parlavo già inglese, francese e spagnolo).

Sara Moroni
Sara Moroni
Interprete e insegnante di tedesco

Anche se sono arrivata in Germania con una laurea in tedesco in tasca, non nego di aver avuto molte difficoltà. All’università avevo tradotto testi di vario genere, dalle ricette di cucina ad articoli di giornale, e interpretato discorsi su argomenti come la politica e il commercio…ma, arrivata in Germania, mi sono resa conto di non sapere le cose più comuni! Un esempio? Cosa dire dal parrucchiere.

Maria Cristina Longobardi
Maria Cristina Longobardi
Professoressa di Ruolo; Mediatrice e Consulente Scolastica

Amo la meritocrazia sul lavoro. I premi per l’impegno. Le possibilità; l’attenzione alla famiglia! Non amo il sistema sanitario. I medici sono pochi, formati male o all’estero. Non amo che si concentrino poco sulla prevenzione. Ci sono le dovute eccezioni per l’amor di Dio…ma purtroppo, è qualcosa che reputiamo molto rilevante.

Andrea Salvatore
Dott. Andrea Salvatore
Medico, anestesista e divulgatore

Entrare in specialità in Germania è decisamente più facile che in Italia. Il Sistema è anche molto più flessibile e ti permette di cambiare percorso senza perdere nulla. Ti riconosce anche gli anni di specializzazione fatti in ospedali diversi, e nel mio caso mi hanno riconosciuto i due anni di specialità svolti a Padova.

Angelica Brandi
Angelica Brandi
Fondatrice della community Italeutsch

Italeutsch è nato durante il COVID, nel 2021. Dopo alcuni mesi di cassa integrazione e voli interrotti o decimati in quasi tutta Europa, persi il mio lavoro da assistente di volo.
Non mi rattristò troppo e, anzi, trovai emozionante trovarmi in una situazione così, mai vissuta prima, in cui ero padrona del mio tempo, senza lavoro.

Gaia Lucia
Gaia Lucia
Interprete e Traduttrice

La mia passione per le lingue è nata sin da quando ero piccola. Mi affascinava l'idea di poter comunicare con persone provenienti da culture e paesi diversi e di poter esplorare il mondo attraverso le parole. Da adolescente, ho iniziato a studiare l'inglese e il francese, ma è stato quando ho incontrato il tedesco che è scattata una sorta di "sfida personale".